MetaPortrait. Medusa
Vana — Artista Contemporaneo
Tecnica mista (rielaborazione fotografica, morphing pittorico digitale, stampa su fine art paper, interventi materici) · 2019

- Dimensioni
- 60x60
- Categoria
- Metaportrait
- Autore
- Vana
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Descrizione
Lo sguardo pietrificante della Medusa caravaggesca (1598 ca.) moltiplica il terrore di cui è foriero.
Come le serpi sibilanti che ne sono la chioma, i particolari del volto s’irradiano vorticosamente.— Luca Siniscalco
MetaPortrait. Medusa nasce da una rielaborazione fotografica originale dell’opera di Caravaggio custodita alla Galleria degli Uffizi, scattata personalmente dall’artista.
Da quel fotogramma sacro, l’opera viene destrutturata e trasformata in una vertigine visiva, dove il volto meduseo si moltiplica, si sovrappone, si contorce.
Il risultato è una medusa interiore, uno stato di coscienza amplificato che implode su sé stesso.
Il volto non è più un ritratto, ma un evento percettivo, una sequenza di istanti fusi in un’unica vibrazione emotiva.
Non si tratta di una copia, né di una citazione:
è un gesto visivo che attraversa il mito e lo deforma, rendendo la pietrificazione un movimento dinamico, vorticoso, claustrofobico.
La resa finale, ottenuta attraverso un lungo processo di morphing digitale e intervento materico su stampa, trasforma il volto in soglia:
non più identità fissa, ma campo aperto di interpretazioni, riflessi, urla e moltiplicazioni.
Chiave concettuale
- Pietrificazione percettiva: il volto non paralizza con la sua fissità, ma con il suo moltiplicarsi instabile.
- Scomposizione dell’identità: la Medusa diventa specchio dell’io contemporaneo, frammentato e inquieto.
- Dal museo al vortice: l’opera nasce da uno scatto reale agli Uffizi, ma si distacca subito dal documento per esplorare il trauma e la memoria.
- Evento più che immagine: lo spettatore non guarda la Medusa — la attraversa, ne viene guardato, inglobato, riflesso.
