2025
Metaportrait – The Art Imitation Game

Luca Siniscalco
Critico d'Arte
La Bellezza, letta in termini contemporanei, non è sostanza, ma esperienza – di meraviglia, alterità, sacro.
Come emerge emblematicamente nell’opera metateista di Vana.
In questo lavoro, in particolare, l’artista illustra un museo delle proprie opere,
che moltiplicate attraverso iterazioni e variazioni creano un effetto di stupore,
che tende al sublime.
Rilevante è la tecnica sviluppata mediante l’utilizzo dell’AI, con cui Vana interagisce nella creazione del suo Meta-museo.
L’AI generativa, nel nuovo processo artistico qui presentato per la prima volta al pubblico,
è impiegata come un interlocutore, vera e propria estensione del pensiero creativo dell’artista.
Addestrata allo stile di Vanacore, l’AI assurge a vera e propria bottega artistica virtuale,
in cui si costruisce uno stratificato processo demiurgico.
Nell’opera, ulteriormente raffinata con strumenti digitali,
stampata su supporto fisico e modificata manualmente dall’artista con tempera e colori ad acqua,
digitale ed analogico, algoritmico e umano,
vengono sintetizzati per colpire l’anima dello spettatore –
il Test di Turing dell’Arte, secondo le parole dell’artista.